orge
141 - I motociclisti
stinf
10.11.2025 |
5.795 |
60
"Mi sono rivestita e si sono rivestiti anche loro mi hanno ringraziata e baciata tutti sulla bocca..."
CAPITOLO 141 Lasciata la valle del Tanaro ci siamo spostati sulle colline delle Langhe, non abbiamo fatto tanti chilometri da dove eravamo, non più di una trentina, il paese è a 600 metri di altitudine, c’è un bel parcheggio per una decina di camper, anche se in quel momento era completamente deserto, abbiamo parcheggiato e ci siamo sistemati poi siamo andati a visitare il paese, bello ma deserto come quasi tutti i paesi lontani dalle città, un negozio all’inizio e poi una strada tra case disabitate e infine una piazza con un bar dove si paga il parcheggio per il camper, più in alto una chiesa chiusa e un cimitero. Ci siamo seduti ad un tavolino del bar e prima sorpresa è arrivato un olandese a chiederci cosa volevamo, noi abbiamo preso un aperitivo, abbiamo pagato il parcheggio per alcuni giorni e poi ci siamo messi a chiacchierare con il barista, lui ci ha spiegato che nelle frazioni vivevano una decina di famiglie olandesi e lui aiutava al bar quando ne avevano bisogno.
Tornati al camper ho preparato la cena, abbiamo mangiato all’aperto e poi abbiamo aspettato il buio chiacchierando.
_ “Non ti sei ancora lavata”.
_ “E’ vero ho ancora dentro di me lo sperma tuo e del ragazzino” mi sono alzata in piedi e mi sono tolta le mutandine sporche di sperma.
_ “Qui adesso non c’è nessuno, almeno non avrai delle tentazioni” mi ha detto mio marito ridendo.
_ “Un po’ di relax ci vuole dopo le scopate dei giorni scorsi” gli ho risposto io.
_ “Anche quando eravamo in valle Tanaro dovevano essere giorni di relax invece ti sei fatta un nero, hai convertito una donna a Lesbo e sverginato un minorenne ti pare poco”.
_ “Cosa vuoi che ci faccia, devo avere una calamita in mezzo alle gambe, le occasioni mi capitano, vuoi che me le lasci scappare?”.
_ “Diciamo che le fai capitare” mi ha risposto lui ridendo.
Bruno è andato a lavare i piatti e io mi sono fatta una doccia e poi siamo stati fuori dal camper aspettando il buio per guardare le stelle.
Il giorno dopo abbiamo preso lo scooter ed abbiamo fatto un bel giro delle colline fermandoci in una trattoria a pranzare, abbiamo visitato un castello e Bruno ha fatto un po’ di foto e alla sera stanchi siamo andati a dormire. Era sabato e ci siamo svegliati tardi, ci siamo vestiti, io con gonna, camicetta e senza intimo, alle 11 siamo andati in piazza a prendere un aperitivo, pensavamo di non trovare nessuno invece c’erano alcuni ciclisti e una decina di motociclisti con delle moto fantastiche e strane, anche i motociclisti avevano un abbigliamento consono, un paio di loro avranno avuto una sessantina di anni e avevano una lunga barba bianca, la bandana, le giacche in pelle tutte borchiate e i pantaloni in pelle con le frange, abbiamo preso l’aperitivo e scrutato per bene i personaggi, prima di tornare al camper mi sono soffermata vicina a due moto e le ho ammirate mentre mio marito si è avviato verso il camper.
Uno dei motociclisti con la barba si è subito alzato e avvicinato a me.
_ “Ti piacciono le moto?” mi ha chiesto.
_ “Sì molto molto anni fa avevo una compagna con una moto quasi come la tua e giravamo molto, mi piaceva tantissimo” mi sono subito accorta di essermi fatta una gaffe dicendo ‘compagna’ e il biker ha subito raddrizzato le antenne.
_ “Se vuoi fare un giro oggi pomeriggio ti porto con piacere, noi mangiamo qualcosa al bar e poi scorrazziamo per le colline”.
_ “Ti ringrazio ma adesso ho un marito e uno scooter e mi bastano” gli ho risposto mentre lui si è avvicinato molto a me facendomi notare le bellezze della moto.
_ “Siediti pure” mi ha detto lui e io nel sedermi ho alzato una gamba mostrando una bella porzione di coscia, ma non ha potuto vedere che ero senza mutande, l’ho guardato negli occhi ed ho letto il suo desiderio.
Con la scusa di mostrarmi i particolari della moto mi ha sfiorato più volte con il braccio le tette e con le mani le cosce, io l’ho lasciato fare, volevo vedere dove arrivava, la gonna era corta e lasciava scoperta una bella porzione di coscia, la camicetta era un po’ sbottonata e da vicino si vedeva l’attaccatura del seno, niente di trasgressivo, ma devo dire che facevo un certo effetto, e vista la mia passività lui si è osato.
_ “Se vieni con noi ti divertirai un sacco, potrai provare l’ebrezza della moto e la compagnia di due biker d’altri tempi”.
_ “Verrei volentieri a provare l’ebrezza della moto ma per il resto ho un marito, e anche se ha solo uno scooter di ebrezza me ne fa provare quanta ne voglio”.
_ “Noi siamo in un B&B qui vicino, veniamo sovente a prendere l’aperitivo qui, pensaci, non sai quello che ti perdi” non demordeva proprio.
Sono scesa dalla moto e con un bel sorriso e una pacca sulla spalla l’ho salutato e mi sono avviata verso il camper dove mio marito stava preparando il pranzo.
_ “Non sapevo se preparare da mangiare anche per te” mi ha detto con un sorrisino malizioso.
_ “Mentre io ammiravo la moto mi ha chiesto apertamente se andavo con loro a scopare”.
_ “E tu”?
_ “Me ne sono venuta via, ma un pensierino l’ho fatto”.
Abbiamo pranzato e poi mi sono messa a prendere il sole, ogni tanto mi veniva in mente il biker e devo dire che una bella orgia con un gruppo di motociclisti mi mancava e me la sarei fatta, dopo cena siamo andati a letto, ho toccato mio marito e visto che aveva il cazzo quasi duro ho appoggiato il culo sulla sua pancia, il suo cazzo è diventato duro, ho aperto le gambe e mi sono infilata la cappella in figa, ero già bagnata e la cappella mi è entrata dentro, mio marito si è mosso scopandomi lentamente solo con la cappella dentro e fuori, io me la sono goduta e pensando ai biker molto lentamente ho raggiunto l’orgasmo, lui è rimasto dentro di me senza più muoversi e dopo un po’ ci siamo addormentati.
Il mattino dopo era domenica e come da programma siamo andati in giro in scooter, sapevo che Bruno voleva farmi delle foto, mi sono messa un paio di mutandine minuscole, un gonnellino la camicetta e una giacca a vento leggera, anche con un gonnellino chi ci seguiva non poteva vedere le mie nudità perché dietro lo scooter ha un grosso bauletto, dopo aver gironzolato per un po’ per stradine secondarie abbiamo trovato una frazione con 4 case completamente abbandonate e un po’ diroccate, ci siamo fermati ed abbiamo fatto delle foto, poi ripreso il viaggio siamo andati a vedere i campi di lavanda, anche qui abbiamo fatto un po’ di foto e poi abbiamo cercato una trattoria dove abbiamo mangiato molto bene.
Ripreso il nostro girovagare ci siamo fermati lungo la strada ad un chiosco per prendere un caffè, seduti ad un tavolo c’erano i due biker che già conoscevo più altri due un po’ più giovani, ci hanno subito fatto segno di andare al loro tavolo e io per non essere maleducata con mio marito mi sono seduta con loro, ma non era solo per essere gentile, quando li ho visti ho avuto una contrazione al basso ventre. Seduti con loro ci siamo presentati e loro ci hanno offerto da bere, noi abbiamo preso un caffè e poi parlato di moto, di camper, di itinerari e di fotografia.
_ “Vai sempre vestita così quando vai in scooter” mi ha chiesto Sergio il biker del giorno prima.
_ “Perché non vado bene vestita così”?
I complimenti si sono sprecati, io ero lusingata ma capivo benissimo che la loro mira era la mia patata, siamo ancora stati lì una mezzora poi li abbiamo salutati e con calma ci siamo avviati, ho visto che Sergio è andato a pagare e poi sono saliti in moto.
Non ho più fatto caso a loro anche se mi dispiaceva lasciarli, dopo un po’ di strada mio marito ha girato nella stradina secondaria che portava alla borgata disabitata.
_ “Perché hai girato di qui” gli ho chiesto.
_ “Voglio ancora fare due foto”.
_ “Ma quelli ci seguiranno”.
_ “Non è questo che vuoi” non ho risposto e mi sono abbracciata stretta a lui, poi facendoci caso ho sentito in lontananza i rumori delle moto che ci seguivano.
Arrivati nella piccola frazione ci siamo infilati nel cortile di una casa un po’ diroccata, sono scesa dallo scooter e per prima cosa mi sono tolta le minuscole mutandine e poi il casco, mi sono guardata in torno era proprio un posto tranquillo, Bruno ha preso la macchina fotografica e io mi sono tolta anche la leggera giacca a vento e mi sono messa in posa vicino allo scooter, poi sono arrivati i quattro biker, e parcheggiate le moto e si sono avvicinati a me circondandomi, si sono tolti i caschi.
_ “Andiamo bene come coreografia per le tue foto” mi hanno chiesto.
Gli ho elargito un bel sorriso e ci siamo presentati, mi sono avvicinata alle moto e mio marito ha ripreso a fotografarmi, mi hanno aiutata a salire sulla moto più grossa e come se niente fosse Nando, uno dei biker, nell’aiutarmi mi ha posato una mano nell’interno delle mie cosce scoprendo che ero senza mutandine, io ero eccitatissima, vedere quei quattro che mi bramavano mi ha fatto venire una voglia incredibile, Sergio ha guardato mio marito e mi ha sbottonato la camicetta e i miei seni sono stati liberi di mostrare i capezzoli turgidi, anche il gonnellino è volato via e così sono rimasta completamente nuda sdraiata sul grosso sedile della moto, fatte ancora un po’ di foto con le loro mani che mi toccavano dappertutto, si sono visti i primi cazzi.
Sono scesa dalla moto e Andrea il 55 enne si è presentato davanti a me con il cazzo in mano, non molto grosso ma lungo, io mi sono chinata e l’ho preso in mano a poi in bocca, era abbastanza pulito, solo i suoi peli puzzavano di sudore, vicino a lui Sergio con un cazzo normale e poi Nando anche lui nella normalità e infine Mario quello senza capelli ma con un cazzo abbastanza grosso in circonferenza, io li ho leccati e non tutti erano proprio puliti, ma li ho fatti diventare belli duri. Sergio mi ha presa di peso e mi ha adagiata sulla grossa sella della sua moto, è venuto tra le mie gambe e allargatami le labbra della vagina si è tuffato a leccarmi, la mia figa come sempre è senza peli, sentivo la sua lunga barba che mi faceva solletico e la sua lingua che leccava i miei già abbondanti umori. Andrea è venuto dietro di me e sorreggendomi la testa mi ha infilato il lungo cazzo in gola, mentre gli altri due mi accarezzavano e succhiavano i capezzoli turgidi, io non ci ho messo molto a raggiungere l’orgasmo e mentre godevo ho urlato tutto il mio piacere.
Essere presa da quattro sconosciuti e all’aperto con il rischio che arrivasse qualche contadino mi faceva battere il cuore forte e l’adrenalina era alle stelle, Andrea si è tolto dalla mia bocca e si sono alternati Nando e Mario mentre Sergio continuava a leccare gli umori della mia vagina, ma adesso avevo voglia di cazzo mi sono tirata su e li ho guardati erano senza pantaloni e avevano tutti il cazzo duro, hanno steso i loro giubbotti a terra e io mi sono coricata con le gambe larghe, il primo è stato Sergio, si è inginocchiato davanti a me aveva già il preservativo infilato, mi ha alzato le gambe e mi ha penetrata, la scopata non è durata molto ma quel tanto da farmi raggiungere l’orgasmo, si è alzato si è sfilato il preservativo, è venuto sopra il mio volto mi ha infilato il cazzo in bocca ed è partito, lo sperma era un po’ amaro ma io l’ho bevuto.
Il secondo è stato Andrea il suo cazzo era lungo ma sottile, anche qui la scopata è stata veloce e io non ho raggiunto l’orgasmo e anche lui tolto il preservativo mi ha eiaculato in gola.
Ero un po’ delusa anche se avevo già raggiunto l’orgasmo due volte, poi tra le mie gambe è venuto Mario, il suo cazzo era discreto anche lui si è coricato su di me e mi ha scopata, lui è durato abbastanza per farmi raggiungere un bell’orgasmo e farmi veramente godere mentre guardavo gli altri tre che si menavano il cazzo, alla fine è stata la volta di Nando, anche lui è durato abbastanza e mi ha portata all’orgasmo. Mi aspettavo di più da quei quattro e mio marito l’ha capito ha fatto coricare Sergio, che aveva nuovamente il cazzo duro vicino a me, io gli sono andata a cavalcioni e me lo sono infilato dentro, poi Bruno ha fatto venire Andrea dietro di me dicendogli di mettermelo in culo, ho sentito il lungo cazzo forzare lo sfintere e risalire il mio intestino e mentre Sergio sotto di me si inarcava per spingermelo in figa più che poteva io ho raggiunto l’orgasmo, la doppia è stata lunga e io ho raggiunto l’orgasmo un altro paio di volte poi i due sono partiti e si sono tolti da dentro di me.
Ho fatto stendere Mario gli sono andata a cavalcioni e mi sono infilata il cazzo in figa e mi sono sbattuta un po’ su di lui raggiungendo nuovamente l’orgasmo, mio marito mentre io avevo gli ultimi spasmi di piacere ha fatto venire Nando dietro di me dicendogli di mettermelo in figa, lui ha avuto un po’ di difficoltà ma alla fine mi sono ritrovata con due cazzi dentro, anche qui è stato fantastico ed ho raggiunto un multi orgasmo incredibile i due essendo già partiti una volta avevano una bella resistenza, poi io sono crollata esausta e loro hanno continuato a scoparmi come dei forsennati e infine sono partiti, io ero stravolta, mi hanno aiutata ad alzarmi, una volta in piedi avevo voglia di fare pipì ho guardato Sergio.
_ “Coricati nell’erba” gli ho ordinato.
Lui ubbidiente si è coricato, io sono andata con la figa sulla sua bocca, lui ha allungato la lingua raccogliendo i miei umori poi io ho rilasciato alcune gocce di pipì e lui ha subito incollato la bocca aperta sulla mia figa, io ne ho fatta uscire ancora un po’ e lui l’ha bevuta, poi ho alzato il bacino e mi sono fatta una bella pisciata sul suo volto e sulla lunga barba annaffiandolo bene, quando ho finito lui ha alzato la testa e mi ha leccato le ultime gocce.
Mi sono rivestita e si sono rivestiti anche loro mi hanno ringraziata e baciata tutti sulla bocca.
_ “Ci rivediamo, so dove avete il camper” ci ha detto Sergio.
_ “Non venire, ci siamo divertiti oggi non ti basta” gli ho risposto io un po’ asciutta.
Forse pensava che ormai aveva trovato un bel giochino ma noi arrivati al camper abbiamo caricato lo scooter e ce ne siamo andati.
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